La bicicletta da corsa classica (BDC) è il mezzo tipico utilizzato per le gare di triathlon. Ci sono però dei parametri e dei requisiti che devono essere rispettati:
Quando la scia è consentita (Triathlon Sprint e Olimpico) la bici da utilizzare è quella “da corsa” standard.
Quando la scia non è consentita (Triathlon Medio e Lungo o gare no draft) la bici può anche essere “da cronometro” con appendici sul manubrio e ruote lenticolari.
In gare promozionali o atipiche, invece, è possibile usare qualsiasi tipo di bicicletta (es. triathlon cross = MTB)
In generale le misure della bicicletta non devono superare i 185 cm di lunghezza (da ruota a ruota) e i 50 cm di larghezza (manubrio). La bicicletta deve disporre di due ruote dello stesso diametro ed entrambe dotate di freni (anche a disco).
Non è ammesso l’utilizzo della ruota fissa (scatto fisso) ma occorre avere il cambio, manuale oppure elettronico.
Alla bicicletta non possono essere applicati specchi retrovisori.
Sono ammesse le gabbiette ai pedali o adattamenti similari.
La BDC è un tipo di bicicletta progettata per essere il più scorrevole, e di conseguenza veloce, possibile.
Fin dall’inizio del 1900 le BDC adottano il cosiddetto “telaio a diamante”, formato da otto tubi che disegnano due triangoli adiacenti. Il materiale di cui è composto, visto che anche il peso è una discriminante importante, può essere in alluminio, carbonio o titanio, materiali leggeri e facilmente lavorabili.
In base al materiale scelto la bicicletta risulterà più o meno rigida e più o meno costosa.
Da un punto di vista funzionale il telaio della bicicletta da corsa si può dividere in due grandi tipologie:
- “aero”, caratterizzato da geometrie e da scelte tecniche che prediligono la miglior resa aerodinamica a discapito del comfort;
- “endurance” studiato per garantire una posizione in sella più confortevole sulle lunghe distanze e una miglior efficienza sulle lunghe salite.
Il telaio aero (bici da crono), se prendiamo in considerazione il solo aspetto legato alla prestazione, offre dei vantaggi indiscutibili, sia in termini di aerodinamica che di rigidità.
L’aerodinamica è il vantaggio principale, legato in parte alle geometrie e alle forme dei tubi, ma soprattutto alla posizione che il ciclista può assumere, visto che l’impatto frontale con l’aria è decisamente ridotto. A parità di watt, una superficie frontale minore permette una maggiore velocità.
A velocità elevate aumentano anche le turbolenze, la forma dei tubi e tipologia di ruote di una bici da crono sono perfette per risolvere questo problema.
Per ridurre al minimo le dispersioni, le bici da crono hanno un telaio estremamente rigido e massiccio, le tubazioni con forme generose migliorano la rigidità torsionale. Di contro però questo comporta un aumento di peso e una riduzione della conducibilità del mezzo, dettagli che possono farsi sentire su percorsi con tanta salita e/o con tante curve.
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Alcuni test effettuati in galleria del vento quantificano in circa 1 minuto il vantaggio di una bici da crono rispetto ad una BDC standard dotata di appendici (soluzione usata da tanti triatleti). Il test è stato effettuato a parità di ruote, su un percorso lineare di 40 km a 40 km/h.
La scelta della bicicletta dipende dunque dal percorso e dal tipo di gara.
Se il percorso è “nervoso” (con tante curve e rilanci) o con tanto dislivello, la rigidità del telaio, la forma del manubrio e la posizione in sella, rendono la bici da crono più difficile da guidare rispetto ad una bici da strada. Inoltre, una bici da crono è più difficile da correggere in caso di errore, soprattutto in condizioni meteo sfavorevoli.
Le BDC da questo punto di vista sono più funzionali.
Le bici da crono, sono pensate per garantire al ciclista la massima resa, quindi la posizione in sella è molto avanzata e il busto il più possibile parallelo al terreno. Un percorso senza particolari salite e lunghi rettilinei è l’ideale per far rendere al meglio il mezzo. Se non si è allenati però, è difficile mantenere l’aero-posizione per tutta la durata della gara, la respirazione è compromessa dato che l’angolo del busto molto chiuso non favorisce il ciclo ottimale.
Le bici da strada invece permettono di trovare un equilibrio migliore tra prestazione e comfort, anche perché il manubrio tradizionale permette di cambiare più spesso posizione.
Una riflessione va fatta anche dal punto di vista economico, difficilmente la bici da crono può essere l’unica bici a disposizione di un triatleta, visto che non può essere utilizzata tutti i giorni e su qualsiasi tipo di percorso. Quindi avere una bici da crono presuppone l’acquisto anche una bici tradizionale.
TxTips
Il giusto compromesso è una bici da triathlon! Ossia una bici da strada il più possibile aerodinamica nelle forme, con l’aggiunta di “accessori” da crono. Appendici, manubrio, ruote e sella sono componenti facilmente intercambiabili che possono rendere una bici da strada performante quasi quanto una bici da crono.
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